Le collezioni come propedeutiche alla crescita personale

 Le collezioni come propedeutiche alla crescita personale
Oggi la mia amica Camilla ha scritto un bellissimo articolo sul suo blog riguardo i desideri, che ha poi ripreso nei suoi post sui social e in un video in diretta.
Sapete quanto io adori le analogie, a cominciare dalle parabole di Gesù. E infatti il mio blog si chiama "Il Monte Analogo".
Per cui voglio scendere dalle altezze di Camilla, per andare su analogie terrene.

 
Oggi la mia amica Camilla ha scritto un bellissimo articolo sul suo blog ( spiritualitaquotidiana.blogspot.com/2020/01/i-desideri-dellanima-bozza.html ) riguardo i desideri, che ha poi ripreso nei suoi post sui social e in un video in diretta ( facebook.com/spiritualitaquotidiana/videos/2735619750085133 ).
Sapete quanto io adori le analogie, a cominciare dalle parabole di Gesù. E infatti il mio blog si chiama "Il Monte Analogo".
Per cui voglio scendere dalle altezze di Camilla, per andare su analogie terrene.

Davvero interessante e fondamentale.
Sapete quanta importanza io dia al "vivere l'attimo" ("del doman non v'è certezza").

E la narrazione mi ha fatto venire in mente quando eravamo piccoli, quando si faceva la raccolta delle figurine.
Quando si apriva la bustina e si trovava una figurina che ci mancava, meglio se era una rara, era sempre una gioia.
Si apriva la bustina come il giocatore di poker scruta le sue carte.
Devo ammettere che io, inconsciemente, suddividevo i miei compagni in categorie, secondo come prendevano questo passatempo.
Chi lo faceva solo per competizione con gli altri, quello ricco cui i genitori acquistavano una marea di bustine, oppure gliele mandavano a prendere direttamente dalla Panini, quelli cui interessava solo la conclusione, quelli che si confrontavano, quelli per cui diventava un "commercio".
Io ero della categoria "sana", quella che ho descritto prima.
E se anche alla fine non completavo l'album ... ero felice lo stesso.
Anzi, devo dire (e questo fatto lo ho accertato da grande, poi lo racconto) che, quando completavo l'album mi veniva tristezza "ed ora che faccio?".
Se poi lo completavo troppo presto, era un dramma, altro che felicità!
Innanzitutto me ne vergognavo coi miei compagni ("per merito del papà ricco hai potuto comperare più bustine di tutti"), e poi era anche la fine della dinamica sociale con gli altri, venivo escluso dalle discussioni e dalle contrattazioni.

Da allora, ho sempre avuto il pallino del collezionismo.
Anzi, probabilmente ce l'avevo già da prima. Collezionavo sassi, conchiglie, e tutto ciò che un bambino senza mezzi economici poteva fare.
E, ovviamente, cominciai a fare collezione di francobolli, dall'età di 9 anni.
Eppoi anche quella delle monete, proseguendo la collezione che mio nonno mi regalò.
E tante altre ...
Quando cominciai a lavorare e guadagnare, potei permettermi di fare la collezione "top" dei francobolli, quella degli "Antichi Stati Italiani".
Molto impegnativa (anche se limitata,) anche economicamente (parliamo di milioni di allora), ed occorre una competenza altissima.
Dopo quasi 30 anni riuscii a completarla.
30 anni di ricerche (non esisteva Internet), contatti, valutazioni, confronti, risparmi ...
E la gioia della ricerca e di aggiungere un pezzo nuovo, oppure di sostituirne uno con uno migliore.
O la delusione di scoprire che un pezzo era falso.
Ebbene: il giorno che la completai ... non festeggiai affatto, anzi, mi dissi: "adesso devo inventarmi un'altra collezione"
(per questo sconsiglio a tutti di fare collezioni "finite", ma di prediligere quelle "in divenire").
Ne provai altre, anche con successo, ma niente da fare ... non venivano dal cuore, non c'era quel pathos.
Io attribui questa percezione al fatto che "la perfezione non è di questo Mondo".
Poi le vicende della vita mi portarono ad abbandonare il tutto, ma da qualche tempo sto meditando di espandere quella collezione alla specializzazione, dato che con Internet è più facile rintracciare francobolli.
Per esempio, una cosa bellissima sono i cosiddetti "colori della IV di Sardegna":
interessante anche storicamente, perchè attraverso questi colori si ripercorrono gli anni e le vicende dell'Unità d'Italia.
Mi sono iscritto ad un gruppo Facebook, che penso che sia il gruppo più "esoterico" che ci sia, altro che i filopitagorici!, e sto seguendo le discussioni per capire come muovermi.
Della serie "tornare bambini", e così la mia sindrome di Peter Pan è soddisfatta.

Però voglio soffermarmi su una ulteriore riflessione cui mi ha condotto la brava Camilla.
L'utilità ed il significato delle collezioni.
Pensandoci bene, tra le persone più inteligenti che ho conosciuto in vita mia, ci sono quelle sono molto propense al collezionismo.
E' l'intelligenza a suggerire questa propensione, oppure è l'attività collezionistica che allena la mente?
Forse entrambe le cose.
In ogni caso penso che il collezionismo alleni alla analisi, all'ordine, alla disciplina, al perseguire uno scopo, alla pazienza, all'attesa, alla volontà.
Al vedere ogni tassello come in risultato (parziale), ad uno sprono a continuare la strada.

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Data: 13 febbraio 2021
Sezione:
Tematica: blog
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